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Pagina:Tozzi - Giovani, Treves, 1920.djvu/51

44 pittori

sporchi, c’erano due file di panche, e dall’alto si vedevano l’armatura che reggeva la statua di legno della Madonna, le punte, nere di cera bruciata, dei candelieri vuoti, con i bordi di latta dorata; tra i mazzi dei fiori finti, anch’essi pieni di polvere, come se fossero stati riempiti a posta.

Don Vincenzo disse:

— Il prossimo anno dirò messa anch’io.

Il Materozzi ascoltava malvolentieri, ed ora il suo amor proprio lo faceva stare un poco crucciato.

Il Bichi si divertì a chiedere:

— Perchè non dipingi tu le pareti di questa chiesa?

— È il mio sogno; ma non mi sento la forza bastante.

— Perchè?

— Vorrei fare una cosa troppo bella. Figurati che volevo inventare le allegorie dei quattro vangeli.

— Ma codeste non sono per i contadini che vengono qui.

Il prete stette un poco pensoso, e poi rispose:

— La fede fa capire più dell’intelligenza.