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Pagina:Tozzi - Giovani, Treves, 1920.djvu/47

40 pittori


Don Vincenzo disse, staccando sempre a pezzi le parole:

— Mi son fatto portar qui un agnello, per copiarlo dal vero.

Il Materozzi guardava Don Vincenzo e l’agnello; e aspettava che avesse finito di parlare; perchè il prete, di quando in quando, si voltava a lui come se temesse di essere interrotto o qualche altra sgarberia.

— Gli davo le foglie d’insalata. Ma mi aveva assordato da quanto belava; e non voleva stare in piedi. L’ho messo sopra una seggiola imbottita, e allora è caduto. È restato, m’è parso, un poco zoppo. Poi l’ho veduto riportare giù, perchè la madre, sentendo che era qui in casa, veniva a belare sotto la finestra. Ma, in ogni modo, ho fatto in tempo a disegnarlo. Poi i colori li ho messi a mente. Che te ne pare? Guardalo da quest’altro punto, perchè la luce viene dalla nostra destra.

— È espressivo ed in carattere. Quanto le lo pagano?

— Niente. L’ho fatto io più per devozione che per altro.

Il Materozzi, che non sarebbe stato capace