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Pagina:Tozzi - Giovani, Treves, 1920.djvu/40


pittori 33

due, per una ragione qualunque, non ci vedessimo più?

L’altro, che non era preparato a questa domanda, si mise a ridere. Ma il Bichi, con una serietà che lo impacciava, riprese:

— Io non voglio che tu rida. Vorrei che tu pensassi la stessa cosa come me; in modo che io ti potessi considerare una specie di me stesso, che vive separata da me, ma soltanto perchè esisto anch’io. Se non pensi come me, mi è lecito anche di ammazzarti. Perchè a me soltanto io do il diritto d’esistere.

— Anche io potrei dirti altrettanto.

Egli allora ebbe paura di morire; e si raccomandò anche alla sua più breve vena. Sentiva l’evidenza della propria realtà e teneva da più quella sua vena che tutta la gente della strada. Ma non poteva darsi, come altre volte, che questo sentimento gli durasse poco? Qualche volta, pensava anche che l’amico fosse più intelligente; e ammetteva che non era stato mai possibile che si fossero capiti fino in fondo, senza nessun sottinteso personale.

Dinanzi a loro, la strada era stretta e chiusa