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Pagina:Tozzi - Giovani, Treves, 1920.djvu/288


Una sbornia.


Ora che ho già quarant’anni, mi è venuto voglia di pigliar moglie. È vero che al matrimonio ci ho pensato parecchie volte, ma non credevo mai di decidermi sul serio. Son impiegato alle ferrovie, e capo-stazione da molto tempo. Cominciai la mia carriera in un piccolo paese delle Marche, poi fui mandato in Toscana, poi vicino a Bologna; ed ora sto a Firenze.

Stasera scriverò a quella che fu la mia padrona di casa qui in Toscana e le domanderò se è disposta a sposarmi. Glielo dico dopo sei anni che sono qua; e mai glielo avevo fatto capire. Già io stesso non ci pensavo nè meno!

È una vedova, pensionata dalla ferrovia; e credo che io non le sia antipatico. Lei non è bella: è corpulenta, ha i denti troppo radi e guasti, ha il naso che pare gonfio. Ma la sua