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l’ombra della giovinezza 275


pre innamorata lei, e gli altri no. Era questa la terza volta. Ma le lacrime che le bruciavano gli occhi, raffittivano tutte a un tratto; e ci voleva un altro fazzoletto, che pigliava un odore un poco amaro e acre. Ella trovò il modo di sorridere, forse perchè era quasi fuori di sè, e disse alla mamma:

— Pensate a mandare via il fratello. Che ci fa di là? Non gli dite niente di me. Sto troppo male. Il Signore mi punisce.

La signora Pierina disse ad Anita:

— Va’ tu. Io sono vestita troppo male. E, quando egli mi guarda, vorrei entrare sotto terra.

Anita rispose:

— Perchè devo andare io? Per me è un sacrificio, perchè io non c’entro e chi sa che mi dirà. Ma io non gli lascerò dire niente.

Si ravversò, alla lesta, senza guardarsi allo specchio, i capelli; ed escì dalla stanza. Era più bionda di Marsilia, e aveva gli occhi celesti, il suo viso era roseo e grazioso. Aveva i fianchi esili e le sottane ancora corte. Richiuse l’uscio; e senza avvicinarsi a Livio, restò lì un poco in disparte, imbronciata; mandando