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274 l’ombra della giovinezza


Ella e la madre si guardavano negli occhi l’una a destra del letto e l’altra a sinistra. Esse, tutte e tre, erano infatti avvezze ad assistersi ed a soffrire anche di ciò che fa piacere agli altri. E non pensavano a incolpare nessuno.

Marsilia non si rendeva conto perchè quella mattina le dovesse capitare di sentirsi male, per aver creduto che un giovine si fosse innamorato di lei. Ora egli non la voleva più? Ella non se la pigliava contro di lui. Forse, egli aveva ragione di lasciarla! Ella aveva fatto male a dargli retta! La colpa era sua e non di lui. Doveva prima consigliarsi con sè stessa e con Dio. Ma, rinunciarvi, ora, il sacrificio era troppo grosso; e piangere non le bastava. Elia capiva che avrebbe seguitato a soffrire, per mesi e mesi; forse, per sempre, senza saperne la ragione e senza ch’ella avesse fatto mai nulla per richiamarlo a sè stessa. Ora si pentiva di aver ceduto subito a quel bisogno istintivo di amare e di essere amata! Ma ella poteva amare Orazio? Non sentiva da sè stessa ch’ella era nata perchè non l’amasse nessuno? Ormai aveva quasi venticinque anni. S’era sem-