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Pagina:Tozzi - Giovani, Treves, 1920.djvu/278


l’ombra della giovinezza 271


gambe si potessero muovere in tutti i sensi, con un’angoscia involontaria. Ella aveva un tremito che faceva sentire quando le si staccavano e si riattaccavano le labbra e la lingua insieme, con una saliva come la gomma. Anche i suoi capelli arruffati pareva che si potessero muovere da sè, allentandosi e sciogliendosi. Poi, ella chiese:

— Marsilia, che fai?

Le rispose l’altra figlia, Anita:

— Vieni di qua, se tu puoi venire.

Ella sembrava folle e rispose:

— Subito.

Ma non si mosse da dove era, e faceva di tutto per non guardare il giovane che ora cercava di prepararsi a qualunque cosa fosse per accadere. Allora Anita si fece su la soglia e chiamò la madre un’altra volta. Il giovane si aspettava ch’ella lo avrebbe guardato; e invece parve ch’ella non avesse nessuna ragione per guardarlo. La signora disse:

— Venga anche lei.

Ma Anita disse, con una dolcezza pacata e stranamente gradevole:

— Entra tu sola.