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Pagina:Tozzi - Giovani, Treves, 1920.djvu/249

242 marito e moglie


verde anche sotto terra. L’aria vi trema sopra come una fiamma senza colore.

E una nuvola enorme, rotta nel mezzo e infilata ai raggi del sole, non si può più muovere.

Enrica e Vittorino si parlano poco, e sembrano distratti. Ma non si lasciano. Passando, guardano le osterie. Egli allora pensa che non è più possibile vivere a quel modo. Tocca la moglie sul braccio; e le dice:

— Fa quasi caldo, oggi.

— È vero: e io sono stanca. Quest’aria di primavera fiacca i nervi.

— Vuoi che stasera mangiamo insieme a una di queste trattorie? Noi abbiamo da parlare di molte cose.

Enrica si allontana quasi due passi da lui, e china la testa. E non vede il dispiacere che è nel viso del marito. Ma, dopo un tratto di strada, dice:

— Noi non abbiamo da parlare di niente.

— Io credo che tu sbagli. Ma, se non vuoi, non insisto.

Ella sorride: i suoi occhi luccicano sbattendo le ciglia; perchè il sole, tramontando, l’abbarbaglia.