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240 marito e moglie


si discerne dalla pioggia, che vela tutte le file piatte delle case; di cui si vedono soltanto gli ultimi piani; con le chiese sparse da per tutto. E la cupola di San Pietro pare fatta di nebbia.

Il Landi, allora, scende in fretta la scalinata e rientra in casa. La moglie s’è buttata sul letto e non ha mangiato.

Quando la sera si riparlano, pare che ella non abbia sofferto di nulla; e la loro vita ricomincia eguale.

Ma mentre egli seguita ad avere un rammarico melanconico di quel suo passato che non vive più senza dimenticarlo, ella diventa gaia e gioconda. Ha sofferto tanto quel giorno che è ormai un’altra. Piccola e bruna con le ciglia lunghe, troppo lunghe per lei e per il suo viso magrolino, sorride sempre.

E quando a primavera l’aria si schiara, non c’è raggio di sole in Piazza della Pilotta che non entri anche dentro i suoi occhi. Non ha più bisogno nè d’amare nè d’essere amata. Ella vive e basta.

Vittorino invece vorrebbe amarla, ed è geloso della sua giocondità.

Una volta egli compra, in Piazza di Spagna,