Apri il menu principale

Pagina:Tozzi - Giovani, Treves, 1920.djvu/245

238 marito e moglie


Enrica si butta stesa sui canapè, bocconi, e piange per due ore; finchè la cameriera non le parla. Ella soffre molto e i suoi occhi restano cerchiati di un rosso che pare battitura. Soltanto a guardarle la bocca, si vede che ha pianto tanto. Tutto il suo corpo è scosso da singhiozzi, chi sono più strazianti delle sue grida e delle sue lagrime.

Il Laudi non sa nè meno che strada prendere. Fa qualche passo e poi si ferma. La moticcia gli attacca le scarpe. Dove vuol andare? Non, lo sa. Perchè tra lui e la moglie si son detti quelle parole? Non lo sa. Non è meglio che egli torni subito in casa, e stringa la moglie tra le braccia? Non è meglio che gli si faccia dire da quella bocca tutte le parole della sua tenerezza dolce?

La nebbia è quasi giallognola; c’è una luce, per le strade, che pare sporca. Le voci delle persone s’attaccano come la moticcia. I cavalli delle vetture sono tutti magri e sfiniti; alcuni zoppicano. Una donna, che pare sfatta con le rughe entro i suoi cenci, vende i cartoccetti pieni di nocciole per i ragazzi. Una bambina s’è avvoltolata in uno scialle di lana rossa e vende i