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Pagina:Tozzi - Giovani, Treves, 1920.djvu/198


un'amante 191


— Perche non me l’ha detto prima?

Abbassò la testa, e si mosse per la stanza senza nessun motivo. Nè meno ella, certo, sapeva più quel che facesse: era in pantofole, e le pantofole erano strappicchiate. Poi, per non farsi vedere così sconvolta, mi disse:

— Ora, vada.

Io le sorrisi, appassionatamente, e chiesi:

— Mi vuoi bene?... Perchè non rispondi?

Il suo viso divenne smorto, quasi floscio; i suoi occhi turbati; certo, a guardarmi, soffriva.

E, allora, l’amai perchè era così sporca, spettinata, tutta in disordine.

Poi ella mi sorrise, e fu il più bel sorriso di tutta la nostra amicizia; un sorriso che smise subito, quasi pauroso, ma ebbro: un sorriso che è bastato per sempre: promettendo subito, per sempre, tutto.

Riescii a farmi baciare, e andai via quasi scappando.

Qualche giorno dopo, come era naturale, andai a trovarla. Una volta, passò un mese senza che io la potessi rivedere: i miei affari me lo impedivano; e poi ne ero un poco sazio, forse.