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Pagina:Tozzi - Giovani, Treves, 1920.djvu/168


vita 161


era stata in tempo, vedendola egli sospettosa e scontenta, si metteva a burlarla, facendola inciampare. Oppure, prendendola per un braccio, le faceva fare una giravolta. Se, poi, si fosse messa a ridere, egli l’avrebbe rimproverata di divertirsi anche lei con il vino; e se avesse continuato a mostrare che soffriva, egli le attraventava la prima cosa che gli veniva alla mano.

— No, no! Non ti ci voglio qui! Vai, vai al letto, alla tua cuccia!

E sghignazzava; dando pugni a chiunque gli si fosse avvicinato. E sopra a tutto perdeva la testa quando trovava la moglie a pregare. Allora smaniava, si mordeva le mani; poi tornava subito indietro e la picchiava.

Jacopo aveva quindici anni, era magro e nel viso assomigliava tutto al padre. Quando succedevano queste cose, egli, poi, stava male almeno per due giorni, durante i quali non parlava altro che quando era lontano dal podere. La notte aveva attacchi di nervi, ma egli non lo diceva; e nessuno se ne accorgeva. Era diventato sempre più timido e credeva di fare