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Pagina:Tozzi - Giovani, Treves, 1920.djvu/166


vita 159


chi metri di strada, raccattato un sasso, glielo tirò, seguitando a fuggire.

Il cappuccino, restato fermo e sorpreso, si pulì la tonaca; e poi, proseguita la sua strada più lentamente, incontrò il padre del ragazzo che teneva in mano la frusta dei bovi. Lo salutò, con affabilità ironica e forzata; arrossendo.

— Signor Minello, che fa qui al sole?

Il contadino si calcò giù il cappello, incrociò le labbra e rispose:

— Aspetto che torni il mio figliolo.

Egli non voleva farsi vedere arrabbiato da lui; perchè sentiva un rispetto involontario, che non poteva mai reprimere. Quella barba come il tabacco rosso, quasi uguale alla tonaca, gli piaceva e gli faceva lo stesso effetto come quando era ragazzo. Ma, poi, gli veniva più forte il risentimento; e, per compensare quella specie di obbedienza, bestemmiava.

Padre Ernesto era per raccontargli che Jacopo gli aveva tirato una sassata; ma, per paura che a Minello, invece di chiedergli scusa, venisse voglia d’insultarlo, pensò che era meglio dirlo alla madre. Salutò un’altra volta e riprese la strada: camminando più lesto, ora.