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Pagina:Tozzi - Giovani, Treves, 1920.djvu/165


Vita.


Jacopo scappò di corsa dal podere. Il cuore gli batteva forte, ed egli non poteva più respirare. Andò a fermarsi al cancello d’un altro podere dietro un muricciolo dove, se fosse stato necessario, poteva nascondersi. Ma non ebbe il coraggio di restare lì; e, dopo essersi riposato, ricominciò a correre. La strada scendeva, e il ragazzo avrebbe voluto giungere in un momento fino in fondo; dove era una siepe di bosso, alta, che egli pensava di saltare.

A una piegata, andò quasi a battere la testa addosso a un cappuccino che lo conosceva, perchè gli aveva insegnato a leggere e a scrivere. Il cappuccino, che si chiamava Padre Ernesto, vedendolo senza cappello e pallido, gli accarezzò la testa. Ma Jacopo fece un salto a dietro per passargli di fianco; e, dopo altri po-