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152 il morto in forno


cola, nello stesso letto; ma non c’era mai stata quella tenerezza, di cui ora si sentiva curiosa. Era una donna più giovane di lui, la fronte quadrata, con certe righe dritte nel mezzo; il viso magro e una bocca che, se non fosse stata sciupata da una piega sempre più floscia, avrebbe avuto un sorriso grazioso. Era robustissima e maschia; così dritta che lungo il dorso le ci veniva una buca. Sotto il mento, ci aveva un cecio rosso.

Quando arrivò alla stalla, aprì subito l’uscio da sè, intanto per vedere i due muli: ma vide invece un cavallo bianco e brizzolato. Stette a guardarlo, di dietro. Il cavallo, senza smettere di pigliare boccate di biada, si voltò verso di lei; e poi si rimise a mangiare. Ella, allora, guardò anche i finimenti, e vide ch’erano piuttosto signorili. Sorrideva e scoteva la testa, incredula: è possibile che Cecco sia arricchito? Dio buono!

Ella non sapeva dov’egli stesse di casa; e allora uscì dalla stalla, per domandarlo. Si avvicinò a una donna che dava la pappa al suo bambino in collo.

— Dove sta Cecco?