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Pagina:Tozzi - Giovani, Treves, 1920.djvu/147

140 una amico


un poco in silenzio, ed egli non si baloccava più con il compasso. Poi disse:

— Sposi quella ragazza?

— Vorrei; e per questo non posso attendere tanti anni per studiare.

— Ma non sei troppo giovine?

— Perchè? Ormai bisogna che io sposi lei, perchè ne sono innamorato. E non voglio lasciarla. E tu?

— A me, quella che mi piaceva, non ha dato retta.

— E non ti dispiace?

— Che m’importa? Anzi, ha fatto bene.

Forse ella non aveva voluto saperne niente, perchè era povero e per antipatia con la sua famiglia?

Si passò una mano sul ciuffo dei capelli, e sorrise. Allora vidi che la sua sottoveste era il doppio per lui e che egli portava sempre la stessa giubba di quando andavamo a scuola. Ma questo mi fece quasi disgusto; ed egli, forse, se n’accorse, perchè si mise a guardarmi ironicamente tutto il vestito. Io mi compiacevo della sua ironia, e mi pareva di avere una sciarpa tanto bella che egli non potesse fare a meno di