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una figliuola 131


a ingrassare. Ma Ottorino, che da prima aveva sperato, si vendicò; e a tutti diceva che egli era stato per sposare Fiammetta e che aveva fatto con lei quel che aveva voluto. Ella non ci pensava nè meno più, e aspettava un’altra occasione che ormai sperava buona; ma tutti ne ridevano ripetendo le calunnie di Ottorino, con quelle aggiunte che possono essere inventate in certi pettegolezzi. Ella, è vero, nel suo animo sentiva una specie di vergogna; ma, per il suo carattere, non ne teneva gran conto. Ella sperava ancora di rifarsi e non poco. Il signor Battista era restato contento, e non gli importava nulla di quel che dicessero di lui e della figliola. A lui bastava che la figliola fosse sempre in casa, sotto di sè, a lavorare per il podere. Egli, invecchiando, aveva sempre di più il bisogno di esserne il padrone; e, quand’ella era escita fuori, magari per qualche faccenda, era impaziente che tornasse; pestava i piedi e la maltrattava. Non le chiedeva dov’era stata; ma la fissava con quei suoi occhi, che parevano pezzi di vetro luccicanti; finchè ella, da sè, non glielo avesse detto. Ormai era vecchio, con una faccia scheletrica e gialla; con la bar-