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una figliuola 127


— Perchè, invece, non gli dài il permesso di venire in casa quando ci sei tu?

— Io? Se lo vedo quando passo davanti al dazio, gli levo un occhio.

Ella aveva voglia di piangere, e rideva. Rideva perchè voleva obbedirgli. Il padre allora credette che tutto finisse. Ma la ragazza, con quei suoi capelli biondi su la nuca larga e quadrata, che paiono la fiamma d’una carta che brucia, e la fiamma si vede poco perchè c’è la luce del sole, scosse la festa e se n’andò a mettere la fronte ai vetri della finestra.

Il signor Battista, la sera dopo, si nascose in un campo; e quando il giovine apparve nella strada, più pauroso del solito, come se avesse presentito il pericolo, saltò dalla siepe e lo prese per il petto:

— Bada che qui non sei al dazio!

Ottorino cercava di liberarsi ma con delicatezza, guardando Fiammetta che non s’arrischiava a muoversi.

— Se ti rivedo passare, ti faccio buttare un secchio della broda che dò ai miei porci!

— Ma scusi, signor Battista!.. Tra gentiluomini... accetti che io mi spieghi... Mi tenga