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Pagina:Tozzi - Giovani, Treves, 1920.djvu/111

104 una recita cinematografica

quando son rotte. È buono e di una timidezza che sembra una malattia. Egli conosce tutti i suoi inquilini, ma gli è addirittura indifferente quel che facciano. Quando ce n’è uno nuovo, i primi giorni per lui è un supplizio; perchè deve rispondere a tutte le domande che gli rivolgono. Quando un altro va via, egli è impaziente che lo sgombero sia finito; per evitare che gli diano qualche commissione. E non si potrebbe dire quel che prova di spiacevole quando gli lasciano il nuovo indirizzo o quando qualche persona gli chiede uno schiarimento. Non può ascoltare a lungo; sovente inquieto, impallidisce come se gli venisse male; e, alla fine, smette di rispondere. Non è orgoglio, ma umiltà. Lo dovrebbero sapere gli altri! Pare, invece, che nessuno lo sappia; ed egli, dentro di sè, ne soffre e fa di tutto per evitare queste occasioni insopportabili, quasi crudeli. Per lui, gli uomini sono le loro scarpe: non gl’importa d’altro. Ma se anche non gli portassero le scarpe, gli dispiacerebbe solo perchè non avrebbe più modo di mangiare. Preferisce prendere due soldi di meno piuttosto che seguitare a discorrere. E prende i soldi, senza guardare in fac-