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Pagina:Tozzi - Giovani, Treves, 1920.djvu/102


un giovane 95


o si rompesse. Certo, se il padre fosse entrato, il figlio lo avrebbe ammazzato! Ma non poteva allontanare da sè la dolcezza della mattinata, che gli pareva sempre più soave; e, con il coltello in mano, pensava a cose che lo estasiavano. Egli sentiva che non lui soltanto ma anche la sua giovinezza reggeva la porta chiusa; che egli pigiava forte con tutta una spalla, perchè la serratura non sarebbe stata abbastanza forte.

Egli era pieno di un’ebbrezza che lo commuoveva; e pensava a giorni lontani e a dolcezze che nè meno lui sapeva che cosa fossero.

Alla fine il vecchio, non sentendosi più forte, lasciò la porta; e, prima di pigliare sonno, fumò due volte la pipa, seduto a tavola, con le mani in tasca; mentre la vecchia finiva di sparecchiare senza mai aprir bocca. Poi egli disse una bestemmia come se avesse fatto un sospiro, e si spogliò.

Ma Alfonso era restato dietro la porta. Il coltello gli cadde di mano; ed egli si addormentò vestito, d’un sonno pesante e chiuso, con la testa lì al muro. La mattina, senza essersi mai destato, si ritrovò steso su la sponda del letto.