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Pagina:Tozzi - Giovani, Treves, 1920.djvu/101

94 un giovane


Allora, Alfonso pensò: «Perchè non ha un altro figliolo? Perchè non c’è qui un altro figliolo?». E girò gli occhi intorno, come per cercarlo; mentre gli tornava a mente la passeggiata limpida e tepida di sole.

Allora, ad un tratto, anch’egli chiuse i pugni. Ma il padre lo afferrò per il collo e lo spinse al muro. Il giovine ora si difendeva, senza vedere più nè la stanza nè il padre; mentre pensava al cielo così turchino e pieno di cose soavi. La vecchia andò, sempre silenziosa, per non impacciarsi troppo, a dividerli.

Il marmista, che era anche per azzannare il figliolo, smise; ma, per avere ragione, lo rimproverò di essersi rivoltato. Il giovine si senti così umiliato che fuggì in camera, senza rispondere più niente; trattenendo il respiro, per respirare quando non fosse stato più lì. Ma al vecchio non bastava ancora! E si attaccò con tutte due le braccia alla porla chiusa a chiave:

— Ti voglio ammazzare! T’ho fatto io, e io ti voglio disfare!

Il giovane fuori di sè, prese un coltello da sopra il canterano; e, con il cuore che gli sbatteva, stette pronto per quando la porta cedesse