Pagina:Tozzi - Con gli occhi chiusi, Milano, 1919.djvu/204


— 192 —

dalla campagna, non volessero più tornare a dietro.

Ma gli pareva d'essere inseguito da suo padre, pur sentendosi rasserenato dal campanile di Giotto, da Santa Maria del Fiore, da quelle strade che conosceva, già percorse in quella specie di perdizione sempre più accanita. Aveva voglia di riparlare con qualcuno dei suoi compagni, di spiegare a loro l'equivoco avuto, e come si fosse perso per una ragione che non sapeva dire; per quanto gli dispiacesse tenere segreti anche ora che sentiva la necessità squisita d'aver qualche cosa da nascondere; una cosa che forse era come la sua anima stessa.

Un venditore di limoni, sotto un ombrello verde con le stecche di legno, era seduto al principio del Ponte alle Grazie. Qualche facchino e qualche persona indefinibile sonnecchiavano appoggiati al muricciolo dell'argine.

Un'allodola volò dagli alberi di San Miniato, verso le Cascine, come una cosa scintillante.

Andando verso la Piazza della Signoria, fresca e annaffiata, si cominciava a rivedere la gente: più fitta in Via Calzaioli e nella Piazza del Duomo. In fondo a Via Cavour, il poggio di Fiesole; alto e verde. A Badia, quando scese dal tranvai, Pietro arrossì quantunque non ci fosse nessu-