Pagina:Tozzi - Con gli occhi chiusi, Milano, 1919.djvu/147


— 135 —

v’era l’uscio vecchio della trattoria, si empiva un’ora prima del tempo, di mendicanti; fra i quali era anche la moglie di Pipi, giovine, ma così smunta e gialla che la sua bocca era come un taglio senza labbra: andava come se non avesse potuto piegare la testa da nessuna parte. Molte volte, dalla veste male abbottonata e sudicia, si vedeva il petto vuoto e senza i seni.

C’era anche una vecchia, dal naso enorme e pavonazzo, con un cappello da contadina, del quale le trecce di paglia si disfacevano intorno; e ne rimaneva sempre un giro di meno. Questa pretendeva d’avere la prima elemosina, e non se ne andava finchè tutti i pezzi di pane non fossero stati distribuiti. Talvolta gridava:

— Quella vecchiaccia ne ha avuto più di me.

Ed apriva ancora i lembi del fazzoletto pieno di pane duro, sorreggendo sotto l’ascella il bastoncino.

C’era una mendicante, a cui Domenico faceva l’elemosina tre giorni della settimana; una donna grande, dal volto acceso ed uguale come una maschera sottile, che non si poteva togliere, una maschera di pelle rossa. Portava, d’estate e d’inverno, uno scialletto di lana nera annodato dietro il dorso. Teneva sempre incrociate le mani pallide sul petto. La sua figliola, alta e leggiadra, non