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ma erano poche, ed il loro canto s’interrompeva per lunghi tratti.

Nanna ansimava come un mantice. Aveva le labbra bianche. Non era il giorno della febbre; ma la doppia fatica del camminare dopo il lavoro, la pioggia che cadeva da quasi un’ora, l’aria della sera, avevano abbreviati i periodi dell’intermittenza.

Le pareva che quel viaggio non dovesse finir mai. Contava i paracarri; ce n’erano nove per ogni palo di telegrafo.

— Quanti pali di telegrafo ci sono per ogni chilometro? domandò. Poi, colla sua tendenza speciale al calcolo, si mise a contarli, numerando man mano i nove paracarri, e le pareva di abbreviarsi la strada frazionandola a quel modo.

Tuttavia rimaneva sempre indietro dalle altre. Non ne poteva più. Pietro le aveva già preso il suo piccolo bagaglio:

— Appoggiati al mio braccio, le disse, faticherai meno.