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ed uno aveva la fisarmonica per far ballare.

Gaudenzio s’era fatto dei calzonacci alla turca colla vecchia gonnella d’una massaia, ed aveva attorcigliato intorno al capo uno scialle di lana a foggia di turbante. Aveva il volto coperto da una pezzuola. Ma lo riconobbero all’andatura, ed alla maniera meravigliosa di posare il turbante sull’orecchio.

Tutte le fanciulle gli furono intorno; ed avrebbero giurato sul Vangelo della parrocchia, che in tutta la Turchia non c’era un turco più bello di quello là.

La Nanna al vederlo ripensò con delizia che quel giorno il suo vestito da festa s’era trovato un po’ stretto all’altezza del seno, e si assicurò colla mano, che rimaneva proprio aperto un palmo sotto la pezzuola.

Lei pure si fece innanzi impettita a salutare il bel turco il quale le dimostrò la sua approvazione facendole danzare una polka, e le disse:

— Ora sì che va bene. Cominciate a met-