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la sua raccolta. Scese, entrò nella stanza della Nanna, prese lo zoccolo nero lucido; poi aperse il fagotto che le teneva luogo di valigia, cavò fuori il suo zoccoletto verde, piccino piccino, e corse in cucina a schierarli sulla finestra.

— Guarda, Nanna, come stanno bene. Ci batte sopra la luna. Si distinguono perfettamente. Il Bambino non può sbagliare.

— Bene, disse la Nanna. — Ora va a coricarti, se vuoi avere la strenna. Il Bambino non vuol essere veduto.

— Sie! il Bambino! È un bambino grande, quello.... rispose la fanciulletta con malizia; e si ritirò ridendo nella camera della Nanna, e si cacciò in letto, e fu ben presto rapita in sogni deliziosi di strenne, di fiori d’argento, d’amori, di nozze.