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nel fienile prima che l’umidità della sera impregnasse l’aria dei suoi umori malsani.

Così passarono sette anni. I capelli della Nanna non ricrebbero mai. Il medico l’aveva detto e pur troppo era stato un buon profeta.

Di sposi non se ne presentarono punti. Anche questo, Martino l’aveva detto; e pur troppo anche lui era stato un buon profeta. E tutta l’antica bellezza della Nanna era svanita col raggio di bontà serena che l’aveva animata nella sua prima gioventù.

Qualche volta, ne’ suoi lunghi silenzi, quando tornava colla mente al passato, e ricordava quel suo unico amore, appena abbozzato, e non rivelato mai, e le oasi di felicità che le aveva fatto brillare al pensiero, il suo sguardo ridiveniva affettuoso, ed il suo sorriso riappariva dolce come una volta.

Poi pensava che tutte quelle gioie erano svanite per sempre; che omai la sua vita era tracciata, che tutti i giorni sarebbero uguali per lei; che non avrebbe amori, che non