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144 libro iii.


5. Altra volta poi è da usar della forza, e da contrastar virilmente al concupiscibile appetito, nè a quello badare che si voglia, o non voglia la carne: ma sì in questo darsi maggior fatica, ch’ella stia soggetta allo spirito, quando ben fosse a ciò riluttante. E tanto dee essere gastigata, e costretta di stare in servitù, che a tutto sia apparecchiata, e si avvezzi a contentarsi del poco, ed appagarsi di cose semplici, nè mai borbottare per sinistro che le intervenga.


CAPO XII.


Dell’ammaestramento alla pazienza, e del combattere

contro le concupiscenze.


1. Signore Iddio, a quello ch’io veggo, mi fa bisogno di molta pazienza; essendo che molte avversità c’incontrano in questa vita. Imperciocchè comunque io mi provegga per aver pace, non può essere la mia vita senza guerra, nè senza dolore.

2. Così è, Figliuol mio. Ma voglio, che tu non procacci d’aver tal pace,