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Prestate orecchio a tutti; sia nostro, sia forestiero, non fate accezione di persona: ponete mente alle parole così de’ piccoli come de’ grandi. Non badate alla condizione dell’uomo nè alle apparenze; perchè il giudicare è cosa sacra, da farsi nel nome di Dio, dinnanzi al quale non sono nè ricchi nè poveri, ma uguali tutti».


Il terzo mese dopo l’uscita d’Egitto, vennero i figli di Israello nella solitudine del Sinai; e si spiegavano a piè del monte le tende. Com’era bello vedere questo milione d’uomini, e più, camminare in ordine per la deserta via, e lampeggiare nel sole le armi e le insegne; e tutti conoscere a certi segni il punto del muovere, del fermarsi, del cominciar gli apparecchi, dell’inchinarsi alla comune preghiera! Come bello sentire il canto di tante migliaia, che volava sopra i pianti de’ bambini, e i belati delle gregge pascenti, e si distendeva co’ raggi primi dell’alba, e col primo venticello della sera; si distendeva per l’aria, commossa insin allora non da altro che dai lontani urli e ruggiti delle fiere, e dal percuotere che ha la bufera nella foresta! Ascese Mosè il sacro monte: e gli parlò l’Angelo in nome del Signore, e gli disse: «Queste cose annunzierai alla famiglia d’Israello: Avete veduto quel ch’io feci agli Egizi dispregiatori di voi; ch’io v’ho portati quasi sopra ale d’aquila, e levati a me. Se dunque osserverete il mio patto, sarete il popolo diletto a me». Mosè venne, e adunò i capi delle famiglie ed espose le parole del Signore; e il popolo tutto promise di accettare la legge di Dio per sua legge. Allora Dio impose a Mosè che ordinasse a tutto il popolo di prepararsi, per tre dì,