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diceva: «Se le truppe austro-ungariche sgombrano il Sangiaccato ciò contribuirà a metter meglio in luce quanto poco egoistica è la politica che noi seguiamo in oriente. Ciò dimostrerà egualmente agli Stati balcanici che l’Austria non cerca affatto ingrandirsi a loro spese. Lo sgombro delle nostre truppe dal Sangiaccato rischiarerà finalmente i rapporti fra l’Austria-Ungheria e le altre Potenze»

Il conte Berchtold, dopo aver ripetuto che per l’Austria la formula di non impedire lo sviluppo degli Stati balcanici era divenuta un assioma, e che egli era disposto a tener conto il più possibile (cioè con le riserve per gli interessi economici dell’Austria e per l’Albania) della situazione creata dalla vittoria degli Stati balcanici, aggiungeva: «Noi eravamo tanto più risoluti in questa soluzione che la Monarchia ha considerato la sua estensione territoriale come terminata con la Bosnia-Erzegovina e che l’abbandono di questo punto di vista nettamente stabilito dal mio predecessore non avrebbe risposto nè ai nostri interessi ben compresi, nè al principio di continuità che io ho sempre seguito».