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Questo valoroso scrittore era stato udito più volte a ragionare in affatto contraria sentenza, e si tiene che mutasse poi, per essersi immaginato di mortificar con questo certe persone di parere del tutto diverso, che gli vennero in disgrazia. Ma usciamo da un argomento che per le calde contese a cui ha data in ogni tempo occasione , sembra che maneggiar non si possa senza ravvivare un incendio non ancor ben estinto.

CAPO II.

Poesia provenzale.

I. A qual tempo e a qual occasione cominciassero gli Italiani ad invaghirsi della poesia provenzale e a coltivarla, si è già esposto da noi, ove dell’origine di questa e della italiana poesia abbiam ragionato (l. 3, /. 4)• Abbiamo ivi osservato che Folchelto da Marsiglia genovese di patria è il primo tra gl’italiani di cui ci sia rimasta certa memoria che verseggiasse in tal lingua. Ma nel decorso del secolo susseguente assai maggiore fu in Italia il numero de’ poeti provenzali. Noi dobbiam qui ragionarne, e ci conviene esaminar questo punto di storia letteraria colla maggior esattezza che ci sia possibile, per ripurgarlo dalle innumerabili favole di cui l’ha ingombrato il Nostradamus, e di cui non l’hanno liberato abbastanza nè il Crescimbeni, il quale pure ha usato in ciò la maggior diligenza che allora era possibile, nè il Quadrio, il qual sembra narrarci ciò che meglio