Pagina:Tigre Reale.djvu/161


— 156 —

— Allora... sì! facciam presto... Oh, Vergine santa, dove ho la testa?... Ci vorranno dei panni? degli apparecchi?

— Ma nulla ci vorrà. Ci vorrà solo chi mi tenga il bambino un po’ sollevato.

— Io! ci son io! Ma come qualcuno?... Chi potrebbe tenere mio figlio?

— No! lei proprio no! Nello stato in cui è, rischierebbe di farmi fare un malanno.

— Lo terrò io, disse Carlo.

Erminia stette un momento a guardarlo, come smemorata, e assentì col capo.

— Oh, dottore, mi raccomando! il poverino soffre tanto! è così piccino!... Oh, Vergine santa... Oh, Signore!... e singhiozzava parole rotte e sconnesse, e andava e veniva per la camera senza sapere che facesse, torcendosi le mani, aggirandosi sempre intorno al piccolo gruppo, formato da Rendona e da Carlo che teneva il bambino vicino al lume, verso il quale era attratta e avea paura di avvicinarsi. Seguiva con occhi ansiosi i più piccoli movimenti del medico, che le sembra-