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perdita di un sol momento. Con le raccolte estremità della veste, essa cuopre alla meglio un bambino che tiene stretto al seno col braccio sinistro, e con la destra mano dolcemente inchinandosi, offre un pane ad un fanciullino dell’età circa di tre anni, il quale prendendolo avidamente con ambe le mani, guarda la sua benefattrice; ma la guarda con quel sentimento di riconoscenza che viene, dirò così, puramente dai sensi, e che non è peranco perfezionato dalla idea morale e sublime della riconoscenza dell’animo. Questo fanciullo è coperto da una grossa tunica, ed è seguito da un giovinetto che, con gli occhi umilemente abbassati, e le mani giunte in atto di chi priega per urgente bisogno, tiene tutta la persona, e particolarmente la testa, atteggiata a umiltà, palesandoci con un certo ribrezzo che dimostra del proprio stato, quanto egli sia poco naturale all’uomo non peranco da una lunga esperienza umiliato e vinto. Egli ha indosso un rozzo vestito proporzionato alla sua indigenza. Le belle membra della Carità, che rimangono in parte scoperte, formano un contrasto singolare con quelle che rimangono ignude dei poveri, le quali sono perfettamente in uno stato di soffrente natura, che non deve, nè può essere abbellito dall’arte. Un vecchio cieco, con le spalle ignude, non avendo che un grosso panno cinto ai lombi, il quale viene a cadergli poco sopra il ginocchio, curvo, languido, s’appoggia