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la composizione dei «caratteri»

sí, scopre e osserva con particolare interesse. Del resto, ch’egli abbia ammirato un giorno la descrizione dell’ambizioso in Platone, nel Platone della «Repubblica» da noi cosí opportunamente citato, e siasi pertanto proposto di comporre anche lui, ma a tutt’altro scopo, descrizioni di caratteri altrettanto vivaci, è possibile più di quel che non sembri. Un’opera di Teofrasto della quale non possediamo neppure un frammento intitolavasi «I costumi politici», e il titolo, se non permette delle congetture, riecheggia qualche cosa di puramente platonico, e quasi mi esorta a credere che in quel libro fossero raccolti altri caratteri del tipo del «cittadino oligarchico» che è il ventesimosesto dei trenta caratteri della nostra raccolta. A ogni modo, le congetture, dopo l’esperienza di tanti anni di studio, io propendo a credere che suppergiú siano sempre più vane, e che increscioso errore sarebbe negare all’autentico Teofrasto il vanto d’avere egli stesso pubblicato l’unica sua opera che ne ha reso celebre e ammirato il nome in tutti i secoli e presso tutti i popoli.

Ci sono però altre quistioni sui «Caratteri», le quali perché più vive hanno piú importanza. A cominciar dalla prefazione, esse sono quistioni di autenticità e però devono essere discusse caso per caso tutte le volte che capiterà di dover tradurre questo o quel passo: sicché noi, per ragioni di spazio e di opportunità, le rimetteremo tutte in sede di traduzione, ripromettendoci di segnalarne in nota e concisamente la presenza più o meno attuale. Si tratta in sostanza di critica del testo, e spesse volte si tratta anche di sottigliezze che non sono degne di essere tenute in considerazione, giacché i filologi, con l’assillo tutto filologico di troppo vedere, in molti casi non hanno veduto affatto e sono inciampati in quisquiglie e scivolati perciò sulle bucce della lor propria fantasiosa presunzione. Qualcuno ha perfino creduto di scoprire contraddizioni tra le definizioni dei singoli caratteri e le rispettive descrizioni dei caratteri, e non s’è accorto che Teo-


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