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il filosofo teofrasto

Ho citato le parole di Leopardi che mi sembrano più caratteristiche di tutte le altre della sopraccitata operetta, sebbene io non concordi col giudizio del poeta sul pessimismo di Teofrasto, ma creda, come ho detto innanzi, che l’amarezza del Teofrasto vicino a morte non nasca da pessimismo ma da scetticismo, e il filosofo rimpiangesse morendo di non poter più attendere agli studi e si rammaricasse altresì di non aver dedicato agli studi tutto il tempo di sua vita. «Ora», potremmo noi proseguire con altre parole di Leopardi, «ora volendo cercare quello che potesse avere indotto nell’animo di Teofrasto il sentimento della vanità della gloria e della vita, il quale a ragguaglio di quel tempo e di quella nazione riesce straordinario; troveremo primieramente che la scienza del detto filosofo non si conteneva dentro ai termini di tale o tal altra parte delle cose, ma si stendeva poco meno che a tutto lo scibile come si raccoglie dalla tavola degli scritti di Teofrasto lasciati perire la massima parte. E questa scienza universale non fu subordinata da lui come da Platone all’immaginativa, ma solamente alla ragione e all’esperienza, secondo l’uso di Aristotele; e indirizzata non allo studio né alla ricerca del bello, ma del suo maggior contrario che è propriamente il vero». A questa verità Teofrasto è stato sempre fedele, e questa verità egli ha desiderato di scoprire nelle cose animate e nelle fisiche e nelle politiche e morali e nelle religiose, e di essa egli è rimasto vittima una prima volta allora che fu accusato di sovvertir la fede negli dèi patrii, egli che tuttavia fece opera di accesa religiosità in un suo scritto intitolato La religione, e anche dopo quando gli avversari lo maltrattarono e vituperarono acremente.

Scrive Cicerone: «Teofrasto è malmenato nei libri e nelle scuole di tutti i filosofi per aver lodato nell’opera intitolata Callistene quel motto che non la sapienza ma la fortuna è signora della vita, e però affermano che nessun filosofo ha mai detto sentenza più fiacca. E va bene, ma non capisco che mai si potesse dire di più vero...». E parrebbe per ciò che Teofrasto consigliasse


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