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64 la secchia rapita


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     Cosí dicendo il fiero campo mosse
con tanta fretta a la segnata impresa,
che l’inimico a pena a tempo armosse,
per correr de le mura a la difesa.
Subito intorno fûr cinte le fosse,
e adattate le machine da offesa.
Al primo colpo d’un trabucco vasto
fu arrandellato un asino col basto.
8
     La machina mural da sé rimove
con impeto sí fier quella bestiaccia,
che la solleva in aria, e in piazza, dove
piú turba avea, dentro il castel la caccia:
trasecolaron quelle genti nove
tutte, e l’un l’altro si miraro in faccia
con le guancie di neve e ’l cor di gelo,
ch’un asino cader vider dal cielo.
9
     Era con molti armati in quel presidio
un capitan di poca matematica,
di casa Bonason, detto Nasidio,
perch’avea un naso contro la prammatica.
Questi temendo un general eccidio,
subito co’ Potteschi attaccò pratica
d’uscir di quel castel con la sua gente,
se non avea soccorso il dí seguente.
10
     Fermato il patto, il re giunse la sera
con trombe e fuochi e segni d’allegrezza.
Ma il dí seguente una novella fiera
converse tutto il dolce in amarezza:
venne correndo un messo da Rubiera,
ch’aiuto richiedea con gran prestezza
contra il popol reggian, ch’a quella terra
mossa la notte avea improvisa guerra.