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NOTA


Le vicende dell’amore del poeta per Lucrezia Bendidio sono narrate nella mia Vita di T. Tasso, Torino, Loescher, 1895, vol. I, cap. iv. Il canzoniere qui raccolto può essere suddiviso in varie sezioni. I componimenti dal n. 2 al n. 21 riguardano l’innamoramento avvenuto ai bagni di Abano, presso Padova, nel settembre-ottobre 1561; i seguenti, n. 22-30, il periodo di lontananza, dall’ottobre al febbraio 1562, essendo Lucrezia tornata a Ferrara e Torquato rimasto a Padova per gli studi. Un piccolo gruppo formano quelli n. 31-34, composti durante il viaggio che Torquato fece da Padova a Ferrara per assistere alle nozze di Lucrezia col conte Paolo Machiavelli, avvenute nel carnevale di quell’anno: la dimora a Ferrara durante quelle vacanze è illustrata dai componimenti dal n. 35 al n. 55. I n. 56-68 concernono il ritorno agli studi, dal marzo al giugno 1562, e la nuova lontananza che ne derivò. Torquato, tornato a Ferrara per le vacanze estive, trovò mutata la sua donna; tuttavia seguitò a corteggiarla tra continue alternative di speranza e di disperazione, tra gli spassi e le gite a Comacchio e all’isola di Belvedere (n. 82-87); ma a poco a poco all’amore subentrarono la gelosia e poi lo sdegno, e l’idillio finí: ciò è narrato dal n. 69 al n. 113. Cosí il canzoniere racchiude il periodo di un anno come il poeta medesimo confessa nell’esposizione al n. 107. Ma la Bendidio rimase pur sempre per il Tasso la sua donna, e però anche piú tardi le indirizzò alcuni componimenti, che sono quelli dal n. 114 al n. 127, qui posti quasi appendice: l’ultimo noto è del 1585 (n. 128).