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Pagina:Tartufari - Roveto ardente, Roma, Roux, 1905.djvu/88


--· Non pensarci più — ella rispose — è più presto detto che fatto. Saranno state sciocchezze, forse, ma le sciocchezze, come le serpi, hanno la coda lunga.

— Certo, certo; ma quando uno dei due non vuole più saperne, l'altro deve rassegnarsi --- disse Germano con accento deliberato, senza pre occuparsi d'indagare il senso delle parole di Balbina.

— Anche questo è giusto — la ragazza af fermò, e accompagnò le parole con una risatina canzonatoria. — Di sole due cose peraltro non dimenticarti, Germano. Prima di tutto che io ero onesta, poi che sono giovane, molto giovane, e che, data la mia età inferiore ai diciotto anni, potrei farti avere parecchie seccature.

Il Rosemberg non afferrò la minaccia chiusa nelle parole di Balbina e, per tagliar corto a un dialogo che lo infastidiva, concluse scherzoso:

— Sei molto giovane, certo; basta guardarti per saperlo. Quanto alla tua onestà, bisognerebbe che fossi tu a pigliarti il gusto di metterla in dubbio. Io — e la fissò bene, come per tacita, solenne promessa — mi farei strappare la lingua avanti di proferire parola contro di te.

— Grazie, grazie — rispose Balbina, ridendo forte, e gli voltò le spalle; ma, fatti pochi passi, si fermò, si volse dalla sua parte, gli lanciò obli quamente un' occhiata schernitrice, poi gii disse ancora: — Potrei farti avere parecchie seccature. Ricordati.

Germano riprese zufolando la sua via, imme more, spensierato, persuaso, nella sua spavalda inconsideratezza di aver tutto liquidato, tutto sal dato con poche parole di spiegazione.

Balbina, gli ardenti meriggi estivi, le smanie