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Pagina:Tartufari - Roveto ardente, Roma, Roux, 1905.djvu/72


more sessuale è contaminato, salivano a galla e gli ricoprivano la superficie del pensiero di una bava rossigna, dalle cui piccolissime bolle in perpetuo movimento, grassi vapori sorgevano, e i vapori assumevano parvenze insidiose, e la fan tasia si faceva pascolo di quelle insidie, blanden dole voluttuosamente.

Germano non si raffigurava più Flora sottile ed eretta nella pace luminosa dei campi, con la veste candida svolazzante tra i rami a guisa del l'ala di una farfalla, coll'esile collo emergente dall'apertura della gonfia giacchetta alla marinala, quale egli aveva costume di vederla e di sognarla per il passato; no, egli se la raffigurava adesso col viso acceso, gli occhi brillanti, le labbra soc chiuse ed aride, i capelli disciolti sopra le spalle imperlate di sudore e uscenti nude dalle coltri; egli se la raffigurava col petto anelante e le braccia protese, come 1' aveva vista sei giorni prima, quando, mercè la regalia di alcune lire alla contadina che assisteva Flora, egli aveva ot tenuto di entrare nella stanza di lei e di avvici narsi al suo capezzale.

— Il tifo è contagioso — aveva gridato Flora con accento disperato. — Va via! Va via! Io voglio che tu vada via!

E Germano, per calmarla, aveva dovuto an darsene, dopo averle fatto giuramento solenne che mai avrebbe osato tornare. E non era più tornato, infatti, anche perchè il dottor Giani gli aveva imposto di lasciar Flora tranquilla. Ma, da quel giorno, egli se la vedeva sempre dinanzi così ardente e discinta, e si sarebbe davvero po tuto credere che la fanciulla gli avesse trasmesso nelle vene il contagio della sua febbre.