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Pagina:Tartufari - Roveto ardente, Roma, Roux, 1905.djvu/68


L'idea del dottore Giani che prendeva a pe date i beccamorti trasfuse a Germano un po' di coraggio e lo indusse ad approfittare dell'occa sione per ottenere dal dottore qualche notizia precisa circa le condizioni economiche dei Vianello.

— Senta - egli chiese, appoggiando al suolo le braccia conserte per farsene puntello alla fac cia: — lei, che da tanti anni è amico della fa miglia Vianello, mi spieghi bene l'imbroglio dei loro affari. Dev' essere una matassa assai arruf fata. Per quanto è ipotecata la casa bianca?

Il dottore divenne acre: — Volevo ben dire io che il tuo amore per quella povera ragazza fosse disinteressato. Eb bene, ti consiglio di lasciar Flora in pace, per chè, quando il vecchio conte sarà morto, e ciò av verrà assai presto, i creditori caleranno sulla casa bianca come un branco di cavallette e tro veranno molto meno di quanto devono avere. — Ma insomma per quanto è ipotecata la casa bianca? — insistè Germano, senza porre mente al tono iroso del dottore. — Credi forse che io sia pagato dal comune per fare la spia? No; io sono pagato per impe dire alla gente di morire prima del tempo. Ecco tutto — gridò il Giani. — Se hai bisogno di ficcare il naso nei fatti altrui, mantieni un poli ziotto e serviti. E io — soggiunse poscia fuori di sè — che ti credevo innamorato di Flora! Certo, sono stato un vero imbecille a pensarlo; ma tu, dal canto tuo, sei una vera canaglia. Germano fissò il dottore e disse coll'accento della più assoluta sincerità: — Vede! Se Flora abitasse lì, in mezzo a