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Pagina:Tartufari - Roveto ardente, Roma, Roux, 1905.djvu/65


cercando su chi dardeggiare il suo pungiglione e facendo, col persistente ronzio, vieppiù risal tare la pace solenne dell'ora.

Un languore ineffabile serpeggiava nel sangue ai due giovani, mentre le bocche, avide e aride, si aprivano e si protendevano con atto angoscioso ad implorare il ristoro di una stilla che mitigasse l'arsura. Le loro mani si cercarono, si trovarono, ed essi stavano curvi l'uno verso dell'altra, con le fronti ardenti che si toccavano, cogli occhi ve lati di stupore, le arterie martellanti, pallidi e seri, disperati di dover precipitare nell'abisso di cui sentivano il rombo, eppure felici di non po ter lottare contro il fascino arcano, ond'essi erano attratti.

Ma il procaccia chiamò ruvidamente dal di fuori per la consegna di una lettera e fu come se una mano provvida li avesse afferrati e tratti in salvo, proprio nel punto in cui la voragine si spalancava per inghiottirli.