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Pagina:Tartufari - Roveto ardente, Roma, Roux, 1905.djvu/369


Le voci mormoranti nel salotto, concitate e sommesse quali strumenti in sordina, tacquero immediatamente all apparire di Flora. Il silenzio divenne così assoluto che si udiva lo stridore del girarrosto in funzione nella cucina.

I capelli ili disordine per l'accaniinento della lotta sostenuta con Germano, l'atteggiamento di paura e di sfida, lo sguardo pieno d'implorazione umile e dove, in pari tempo, lampeggiava un de siderio di rivolta, tutto il contegno incerto fra la spavalderia aggressiva di chi voglia insorgere e la docilità irosa di chi insorgere non sappia, fa cevano somigliare Flora a un uccello selvaggio, che, impigliato nelle reti di una pania, minacci col becco spalancato e l'arruffio delle penne, mentre il corpo trema e i lunghi gemiti striduli invocano la pietà.

Nessuno si mosse ad incontrarla; nessuno trovò per lei una parola. Si sarebbe detto che la pre senza di quella misera creatura avesse fatto en-