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Pagina:Tartufari - Roveto ardente, Roma, Roux, 1905.djvu/361


Ella, sospinta dalla necessità di quietare Pene lope con un acconto ragguardevole, aveva supe rata la propria ripugnanza, dolorosa fino allo spa simo, e si era indirizzata a sua madre, la quale, trattandosi della prima volta che Flora le do mandava qualche cosa, le aveva dato duecento lire, a patto espresso che la restituzione sarebbe avvenuta sollecita, perchè il colonnello non am metteva celie in fatto di danaro.

Flora, incontrato il figliastro in istrada, aveva commesso la imprudenza di parlargli della somma ottenuta in prestito da sua madre, e Renato le aveva carpito il danaro con abilità di prestigia tore, dandole sacrosanta parola di renderle tutto il giorno della vigilia di Natale. Aveva precisato anche l'ora: egli le avrebbe dato infallantemente mille lire alle due del pomeriggio.

Penelope comprese al primo colpo d'occhio che la signora si divertiva ancora a portarla a spasso, e non le concesse nemmeno il tempo di mendi care una scusa.

Parlò sicura e breve, còn accento di fermezza incrollabile. La cambiale aveva raggiunta la cifra di novecentosessanta lire, nè la signora poteva lamentarsi di essere stata derubata.

La signora, quattordici mesi prima, aveva avuto cinquecento lire in contanti, più, in un anno, aveva avuto altre duecentoquaranta lire, perchè era sacrosantamente giusto che le quote mensili non pagate andassero in aumento del capitale; più la signora doveva ricordarsi bene di avere promesso a Penelope una regalia per i suoi di sturbi, e Penelope, con molta discrezione, faceva ammontare la regalia a lire centocinquanta, le quali centocinquanta lire, essendo state donate