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Pagina:Tartufari - Roveto ardente, Roma, Roux, 1905.djvu/320


sarebbe stato possibile domandarglielo senza pro vocare sospetti.

Come fare dunque? Renato accennava miste riosamente, nella sua lettera, a pericoli gravi che 10 sovrastavano, se le trecento lire non fossero giunte a volta di corriere.

Un lampo solcò il cervello di Flora. Doman dare la somma a Penelope.

Era notorio che la portinaia teneva adesso una specie di agenzia. Tutte le donnicciuole del vici nato ricorrevano a lei per piccoli prestiti, e si susurrava che ella fornisse anche somme abbastanza cospicue a persone ragguardevoli, dietro serie ga ranzie e a interesse esorbitante.

Anna Maria ebbe un moto d'invincibile ripu gnanza. Ella era orgogliosa per la solida agia tezza della famiglia Gualterio, e passava sempre impettita davanti a Penelope, che la trattava con rara deferenza. Se il cavaliere avesse potuto so spettare che ella si fosse messa d'accordo con la signora per disonorarlo così al cospetto dei por tinai, non l'avrebbe perdonata mai, nemmeno in punto di morte.

Flora perorò con passione la causa di Renato. Poteva nascere una catastrofe, il ragazzo avrebbe potuto perdere la testa, commettere una pazzia e 11 decoro della famiglia rimanere davvero com promesso.

Anna Maria si lasciò convincere e fu stabilito che Flora assumerebbe tutto sopra di sè. Per la restituzione Anna Maria si riprometteva di sot trarre al cavaliere venti lire ài mese, senza che egli se ne accorgesse.

Penelope, chiamata di urgenza, accorse con modi pieni di sollecitudine.