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— Venticinque mila.

— E che veleno vi occorrerebbe?

— Oh! un veleno qualunque..... purchè sia potente, pronto, efficace, ma sopratutto potente.

— In quanto a questo, non avreste a temere.... credo avervi detto che studio il terzo anno di farmaceutica; queste cognizioni le ho sulle punta delle dita.

— Bene, bene, riprese Rosen, pensateci seriamente, ne va della vostra fortuna.

— Ci penserò, disse Tricotèt avviandosi verso la porta per uscirne. Ma non aveva ancora chiuso l’uscio dietro di sè, che ritornò nella stanza di Rosen e gli disse:

— Signore, ci ho pensato... parmi di poter accettare.... ho a mia disposizione una certa pasta nera, il cui effetto è terribile, è immediato, benchè procuri una irritazione intestinale abbastanza sensibile... se voi credete... se persistete nella stessa offerta, io ve la potrei procurare dietro la riscossione della somma su cui abbiamo convenuto.

— Non v’è che dire, riprese Rosen, voi mi darete il veleno... la pasta.... ciò che dite, ed io vi sborserò i venticinque mila franchi.

— Accettato, rispose Tricotèt con risolutezza, volo a provvedermene: fra due minuti sarò di ritorno.

Rosen, sicuro finalmente di morire, si abbandonò tutto alla voluttà di questo pensiero.

Un istante dopo Tricotèt ricomparve portando con sè un piccolo vaso ripieno d’una