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di esse avevano già incominciato ad aleggiare intorno alla goccia di Rosen, e parevano volervisi arrestare, quando, mutando divisamento, passarono dal lato opposto, e si posarono su quella del suo avversario.

Era una fatalità disperante: il barone diede al vincitore tre tavolette di avorio. Il cameriere, dopo aver agitata una frasca di felce sulla tavola, disse: si ricomincia; e scosse di nuovo la ventola.

Una mosca discese allora direttamente dal soffitto e venne a posarsi sulla goccia sciagurata di Rosen, ma sette altre si posarono ad un tempo su quella del suo rivale.

Rosen gli passò nuovamente sei marche.

Decisamente egli era destinato a non vincere. Giuocò quanto era lunga la notte, ma sempre colla stessa fortuna. Verso il mattino tutte le tavolette erano passate al suo avversario; egli aveva perduto la sua bella proprietà di Littleford, e due milioni e mezzo di lire...

La sua fortuna era rovinata.



Partito da Game of chance house per avviarsi a casa, Rosen passò sul ponte del Tamigi, e si fermò e si appoggiò un istante al parapetto. Egli guardò il sole che sorgeva circonfuso di nebbia, le barche che scivolavano lungo le rive, i tetti delle case coperte di schi-