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sua testa così diafana e così bianca, la si sarebbe creduta appartenere ad un fanciullo, ad una creatura fragile e delicata, forse ad un essere sopranaturale.

Io solo aveva rimarcato cosa che mi pareva avere una strana relazione con ciò che aveva osservato prima al corso delle maschere, voglio dire quel trovarsi egli così isolato in un palco intorno al quale ve n’erano cinque o sei altri vuoti, mentre non era possibile vederne da tutte le altre parti del teatro un solo che non fosse occupato — bisognava aver osservato prima l’accidente del circolo, per trovar causa di meraviglia in questo fatto, — ma gli spettatori erano stati unanimi nell’avvertire la sua bellezza e nell’ammirarla, nè tardai ad accorgermi che le signore sopratutto ne erano state colpite, e gareggiavano nel dirigere i loro cannocchiali verso il suo palco.

Tra quelle di esse che erano riuscite ad attirarsi più facilmente la sua attenzione, vi era una fanciulla che era pure assai bella, ed occupava un palco non molto lontano da quello del giovine. Come avviene a tutte le ragazze veramente ingenue, non di quella ingenuità convenzionale che esse devono ostentare spesso come una parte di comme-