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BOUVARD





Arn... with all deformity’s dull, deadly
Discouraging weight upon me, like a mountain,
In feeling, on my heart as on my shoulders
A hateful and unsightly mole-hill to
The eyes of happier men...

Byron, The deformed trasformed.


Bouvard! Chi era Bouvard?

Forse taluno de’ miei lettori tenterà ancora, non indarno, di far rivivere nel suo cuore le memorie vaghe e lontane che vanno annesse a quel nome; forse ricorderà tuttavia una storia misteriosa che ha per lungo tratto agitato le giovani fantasie di quei tempi, e ricevuto da tutte le anime sensibili un omaggio di pietà e di affetto.

Io stesso mi arrovello di richiamarmi alla mente le circostanze di questo racconto pietoso, come le memorie lontane dell’infanzia, come le visioni fantastiche di un sogno: — bello e fuggevole com’esso, severo e malinconico come tutto ciò che ha creato il sentimento e l’ amore.

Vi furono alcune vite che la natura aveva destinate alla pubblicità, alcune intelligenze che il cielo voleva collocate nella luce per dirigervi le masse come ad un