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disjecta. 11



IV.

Ell’era così fragile e piccina
Che, più che amor, di lei pietà sentia;
D’angioletto parca la sua testina
Così diafana ell’era e così pia.

     Le orazioni dicea sera e mattina,
Di notte avea paura e non dormìa,
Piacevanle le bacche di uva spina
Le chicche, e mi dicea dolcezza mia.

     Ella era piena di delicatezze,
Piangea di tutto e sorridea di tutto
Vivea di zuccherini e di carezze:

     Eppur quel fior sì frale e delicato
Ha la mia forte gioventù distrutto,
Ha la saldezza del mio cor spezzato.