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capitolo vii. 47

lersi adagiare in una sontuosa e splendida lettiga, tutta scintillante di chiavi a testa dorata. Si compiaccia Ella dunque di fare con sollecitudine i suoi apparecchi.»

Mamma Cúcciva, che dalla sua alcova non avea perduto una sola sillaba di questo bel discorso, non sapendo scoprirvi incoerenze, e prendendolo anzi sul serio, tirò da un lato il paravento che la nascondeva, e si fece a dire: «Così dunque voi sarete ammessa ad un’udienza d’onore per assumere fin da questo giorno un nobile ufficio nella famiglia di un principe?»

«Così è, mia buona madre. Mia sorella Fanajo e il signor Tofei mi avevano già dato da un pezzo il loro consenso; ma, per non recare a voi un disturbo di questo genere nel colmo della malattia, si